#MilanInter | L’analisi tattica: Godin professore, Brozovic ovunque

Dopo la prova terribile con lo Slavia, l’Inter è chiamata a vincere con il Milan per non cominciare a sentire quel rumore dei nemici che troppo spesso ha scosso le mura di Appiano. Detto, fatto. I nerazzurri dominano dal primo al novantesimo minuto (si prendono una pausa solo dopo il gol annullato a Lautaro nel primo tempo, ma dura poco). La squadra di Conte è concentrata, aggressiva e sempre padrona del campo.

L’Inter vince sfruttando molto bene le fasce, allargando spesso il gioco su D’Ambrosio e Asamoah che, in fase di possesso, giocano larghissimi, mentre si stringono quando c’è da difendere. Brozovic è in serata – e si vede – Barella cresce con il passare dei minuti e Sensi è bravo a farsi pescare spesso tra le linee. Anche ieri sera l’ex Sassuolo gioca circa 10 metri più avanti fungendo quasi da trequartista in un 3-4-1-2 asimmetrico. Soffre la fisicità di Kessié, ma le azioni più pericolose passano dai suoi piedi.

I due esterni molto larghi e Sensi che gioca a ridosso delle punte

L’altra mossa che consegna la partita nelle mani di Conte arriva nella ripresa. Il gol del vantaggio mette l’Inter nella posizione di concedere il possesso palla al Milan e difendersi. Conte, soprattutto dopo l’ingresso di Vecino, risistema la squadra con 5-4-1, si abbassa e riparte. Dopo 8 minuti ecco il 2-0. La dimostrazione di ciò sta anche nel fatto che, rispetto al primo tempo, l’Inter abbassa il baricentro da 55.38 a 42.45, ma senza rinunciare a essere pericolosa.

L’analisi per reparto parte, come sempre, dalla difesa. Prestazione da professori per Godin, De Vrij e Skriniar. L’uruguaiano gioca una partita di un’intelligenza e una precisione di altro livello (non a caso è tra i top 5 centrali del mondo). Avere di fronte il giovane Leao, che ben si comporta, non è compito facile per uno navigato come il 2 interista, ma proprio l’esperienza gioca a suo favore. La capacità di leggere in anticipo l’azione è di essere sempre al posto giusto è impressionante e si traduce in 15 palloni recuperati, tre contrasti aerei vinti, tre contrasti vincenti e il 100% di tackle riusciti. Il tutto condito da 11 chilometri, molte giocate in verticale, tra cui quella per Barella sul gol del 2-0.

Gara di grande sostanza anche per De Vrij, che non si fa ingannare dalla presenza di Suso dietro le punte e non viene mai attirato dalle uscite dello spagnolo. L’olandese chiude, imposta e termina il match con il 93% di passaggi riusciti, dimenticando la brutta prova con lo Slavia. Meno evidente la prova di Skriniar, non tanto per suoi demeriti, quanto perché Asamoah dà una grande mano nella marcatura di Suso e Conti non spinge mai. Lo slovacco, infatti, termina il match con appena due palloni recuperati, ma a sinistra l’Inter non va mai in crisi.

Sugli esterni ottima la gara di Asamoah, che argina Suso senza batter ciglio, recupera sette palloni e tiene in costante apprensione Conti. Il ghanese gioca molto alto e molto largo, offrendo sempre l’appoggio a Sensi, con cui l’asse migliore di partita in partita. Dall’altro lato D’Ambrosio, che di fronte ha un Rodriguez da mani nei capelli, potrebbe fare di più, ma palesa evidenti limiti tecnici. Il numero 33 nerazzurro più volte avrebbe l’occasione per crossare con il destro, ma tenta di rientrare sul sinistro – suo piede debole – perdendo un tempo di gioco. La scelta di Conte, si rivela, comunque, importante perché D’Ambrosio aiuta nella copertura su Leao e recupera sei palloni, pur risultando troppo falloso (quattro i falli fatti).

Asamoah, in basso, spinge di più e rientra maggiormente rispetto a D’Ambrosio, più impegnato nella zona centrale

Il centrocampo, dopo aver mandato in campo le controfigure contro lo Slavia, si ripresenta in campo e si vede. Brozovic è uomo ovunque e illumina le giocate nerazzurre con 11 lanci lunghi completati su 14. Il croato è il centro del gioco e la sua touchmap evidenzia come sia in ogni zona del campo. Zone che riesce a coprire correndo ben 13.11 chilometri due in più di Barella e Kessié – top runner rossonero – senza, però, perdere lucidità e chiudendo con il 91% di precisione. Quando gira lui, gira tutta la squadra e questo è sì un punto di favore, ma anche qualcosa su cui Conte dovrà lavorare in caso di assenza del croato.

La touchmap di Brozovic: ovunque

Al fianco del croato ecco la coppia gioca un grande derby Barella. L’ex Cagliari parte leggermente contratto, ma, con il passare dei minuti, sale in cattedra e mette in mostra tutto il suo campionario: corsa, recuperi, aggressività e qualità. Il numero 23 recupera 12 palloni, dà strappi importanti ed è bravo nel farsi pescare sulla linea di D’Ambrosio, alle spalle di Rodriguez. Nella ripresa, poi, spostato a sinistra, pennella un cross al bacio per Lukaku. Buona anche la prova di Sensi. L’ex Sassuolo, come detto, gioca qualche metro avanti, allargandosi spesso a sinistra per cercare respiro e dare respiro alla manovra. Qualche palla persa di troppo, come quella sanguinosa su Suso, ma anche una grande mano in fase di non possesso, come dimostrano i 10 palloni recuperati.

Sensi gioca prevalentemente sulla zona sinistra

Forse la nota leggermente più stonata di questo derby dominato è l’attacco. Lukaku e Lautaro tentano di cercarsi e fanno qualche prova di intesa, ma gli errori da parte di entrambi rende questo dialogo ancora acerbo. Lukaku, che finalmente fa valere la sua stazza con sette duelli aerei vinti, cerca di appoggiare per Lautaro, ma i due non hanno ancora le giuste distanze. Non è un caso che lo scambio più bello avvenga tra Lukaku e Politano in occasione della traversa del numero 16. Singolarmente i due non giocano male: Lautaro pressa, ma denota i soliti problemi di frenesia, mentre Lukaku segna alla seconda occasione disponibile. Quello che manca è il gioco tra i due e Conte dovrà lavorare per definire bene chi fa la prima punta e chi la seconda. Al momento, sembra essere Lukaku a ruotare intorno a Lautaro come dimostrano le mappe dei tocchi.

Lukaku svaria, soprattutto a destra del fronte offensivo
Lautaro gioca più centrale

I tre nuovi entrati, Candreva meno perché entrato a risultato acquisito, fanno molto bene. Vecino porta fisicità in un momento delicato ed è suo lo strappo che porta alla traversa di Politano. Politano, più seconda punta di Lautaro, contribuisce a pulire molte situazioni e, come scritto, va vicino all’eurogol.

Nel complesso ci sono cose da rivedere, soprattutto in avanti, ma ciò che deve restare è la reazione dopo il pareggio contro lo Slavia e, soprattutto, i 12 punti in quattro partite. C’è tempo per migliorare e farlo da primi della classe dà certamente più fiducia.

Dati forniti da: legaseriea.it e it.whoscore.com
Immagine in evidenza: www.inter.it