#InterChievo | L’analisi tattica: Perisic domina, Icardi fantasma

Ci sono voluti 39 minuti all’Inter per sbloccare una partita che avrebbe potuto assumere i contorni di un Sassuolo-bis. A esattamente un anno di distanza dalla caduta che aveva messo in pericolo il quarto posto ci pensa Politano a scacciare i fantasmi e a regalare ossigeno a una squadra in difficoltà nell’accelerare i ritmi. Il Chievo non impensierisce mai la difesa di Spalletti (il reparto da cui ripartire), ma gioca con ordine. Ordine scardinato dal sinistro dell’ex Sassuolo prima e da Perisic (migliore in campo con Asamoah) a cinque minuti dalla fine.

Spalletti punta sul canonico 4-2-3-1 con Borja Valero e Vecino a centrocampo, il redivivo Cedric a destra e Icardi in attacco. Il 70% di possesso palla, di cui il 67% nella metà campo avversaria dimostra, come era facilmente preventivabile, che i nerazzurri, pur non nella loro versione migliore, dominano il match rendendo nullo il Chievo che, al termine dei 94 minuti, non tira mai in porta. Di contro l’Inter chiuderà con 11 tentativi verso lo specchio di Semper e due pali colpiti.

Il 17° clean sheet di Samir Handanovic non può che essere merito di una difesa che, pur cambiando due giocatori su quattro, rimane difficilmente perforabile. Davanti c’era il Chievo, è vero, ma con l’Inter mai nulla è scontato. Non male Cedric che, pur sbagliando alcune volte nell’accentrarsi eccessivamente, gioca una partita discreta. 95% di precisione nei passaggi, due contrasti aerei vinti, ma la macchia di non risucire, nonostante il piede educatissimo, a calciare con precisione i calci piazzati (5 corner buttati al vento). Perfetti i due centrali, che vincono nove contrasti in totale (5 Miranda e 4 Skriniar) e non soffrono mai lo sterile attacco clivense. Così come perfetto è Asamoah.

Il ghanese negli ultimi mesi si sta dimostrando sempre di più un terzino di sicuro affidamento ed esperienza. Il 7.2 di rating è frutto di ben 95 tocchi (terzo dietro a Miranda e Borja Valero), tre contrasti vinti, due passaggi chiave e ben quattro falli subiti, uniti a una buona spinta sulla sinistra, come si vede dall’heatmap. La sua qualità gli consente, inoltre, di sbrogliare alcune matasse e di uscire da situazioni complicate in cui si ritrova con due/tre avversari in pressione.

Il lavoro di Cedric e Asamoah

L’espressione “tasto dolente” unita a “centrocampo” è ormai binomio indissolubile. La zona centrale dovrà essere rinfondata a giugno e, salvi Brozovic e Nainggolan, nessuno può essere sicuro di restare. Borja Valero, schierato al posto del croato, delude ancora. Dopo la prestazione opaca di Udine, un’altra prova in ombra dello spagnolo, in difficoltà quando gioca dall’inizio. Il numero 20 realizza il 93% dei passaggi e corre 10.7 chilometri, ma dà la netta impressione di non riuscire a guidare la squadra a un ritmo più alto. La sua importanza si vede nel momento in cui i ritmi vanno abbassati, ma se si vuole impostare una gara all’attacco la sua presenza non è d’aiuto. Così così Vecino, sempre a metà tra il lavoro sporco (sette contrasti aerei vinti e corsa a tutto campo) e l’imprecisione nei passaggi (82% di riuscita). L’uruguaiano sembra più a suo agio quando gioca vicino alla porta e ha più libertà di inserirsi, rispetto a quando è chiamato a giocare 20 metri più indietro e, quindi, ad aiutare maggiormente nel giro palla. Meglio pare trovarsi in quella posizione Gagliardini, entrato subito in partita e che si rende pericoloso con un bel tiro dalla distanza e facendo espellere Rigoni.

La touchmap di Vecino

Bene Nainggolan che, a dispetto di un primo tempo difficile, cresce alla distanza, mostrando i muscoli soprattutto nel finale. Il dialogo con Icardi manca, ma il belga ha il merito di realizzare ben quattro passaggi chiave, di cui uno che porta al palo di Perisic.

Nota lieta è il ritorno al gol – e non solo – dei due esterni d’attacco. Politano e Perisic giocano una grandissima partita, soprattutto il secondo, in versione “oggi ho voglia di giocare”. Come con Udinese e Juventus, Spalletti chiede alle due ali di accentrarsi: il croato gioca più centrale, ma non resiste al fascino della fascia, mentre l’ex Sassuolo si accentra molto per poi rientrare e andare al tiro o favorire le sovrapposizioni di Cedric. Questo meccanismo non funziona nei primi minuti perché il portoghese tarda nelle sovrapposizioni, ma, con il passare dei minuti, prende fiducia e l’asse carbura.

Le posizioni dell’Inter: Politano e Perisic accentrati. Cedric molto vicino a Politano

Politano, oltre a sbloccare il match, dà vivacità all’attacco, sfiorando la doppietta con un bel tiro parato da Semper e realizzando due passaggi chiave. Come si vede dal confronto delle hetamaps, rispetto a Perisic, aiuta meno in fase difensiva, tant’è che conclude con zero contrasti vinti. Il croato, pericoloso prima del gol con un destro che si stampa sul palo, mette in mostra tutte le sue doti: strapotere fisico (cinque duelli aerei vinti e due contrasti riusciti), corsa (10.6 chilometri) e pericolosità offensiva con ben sette conclusioni, di cui tre in porta. Sufficiente – finalmente – anche Candreva, subentrato a Politano. Il numero 87 gioca con semplicità e propizia il 2-0 con una bella azione sulla destra.

Anche per le due ali, come per Nainggolan, sembra difficile il dialogo con Icardi. A differenza, però, di quando sono loro a mancare in fase di suggerimento, questa volta è l’argentino a mancare agli appuntamenti con il gol. Appuntamento con il gol che in casa manca ormai dal 15 dicembre e che pesa come un macigno sul numero 9, anche ieri impalpabile.

Il clima ostile di San Siro, la questione della fascia e le voci sull’addio stanno condizionando Icardi che, come avvalorato dai numeri, non è più lui. Contro la difesa del Chievo l’attaccante di Rosario tocca appena 25 palloni (meno di Candreva e Gagliardini, entrambi subentrati) e, generalmente, è sempre in ritardo sui palloni dei compagni. Più di una volta, con gli esterni sul fondo, Icardi si nasconde dai difensori senza tagliare, come sa fare lui, sul primo palo.

La touchmap di Icardi: appena sette palloni toccati in area

fonte foto: www.inter.it