#BarcellonaInter | L’analisi tattica: Barella a tuttocampo, Vidal rompe il giochino

Commentare una sconfitta non è mai bello, neanche se quella sconfitta arriva al Camp Nou, neanche se arriva dopo 60 minuti in cui l’Inter tiene testa e, anzi, mette seria paura al Barcellona. La sfida di Champions evidenzia pregi, difetti e ampi margini di miglioramento di una squadra che Conte sta plasmando a suo piacimento.

Per un’ora, anzi, per 53 minuti (fino all’ingresso di Vidal) l’Inter interpreta la partita al meglio, giocando un’ottima fase difensiva e ripartendo molto bene, sfruttando gli spazi che il Barcellona lascia. Il miss-match nel primo tempo è tutto lì. I blaugrana attaccano con 8/11, tenendo la linea difensiva alta e l’Inter, rischiando, tenta di ripartire dal basso per saltare il primo pressing e scatenare la coppia Lautaro-Sanchez. La posizione di Candreva, larghissimo e bravo ad avanzare appena recuperata palla, mette in difficoltà il Barcellona che, nel primo tempo, trova poche contromisure ai cambi gioco dell’Inter, rapida a passare da un alto all’altro del campo. Per un tempo il giochino funziona, ma il dispendio di energie e l’ingresso di Vidal, che va a soffocare le giocate di Brozovic, cambiano l’inerzia della partita. Anche perché se i blaugrana inseriscono il cileno, Conte inserisce Gagliardini. Difetti, appunto, come la mancanza di alternative vere al trio Barella-Brozovic-Sensi.

Candreva gioca largo e molto alto, mentre Asamoah è più prudente. A sinistra il Barcellona alto, con i soli centrali a protezione della porta

In difesa delude l’uomo che dovrebbe portare esperienza, ovvero Godin. L’uruguaiano gioca una gara imprecisa e nel secondo tempo soffre oltremodo l’ingresso in campo di Dembelé. Sul primo gol di Suarez è complice nel lasciare libero l’uruguaiano, mente sul secondo manca completamente l’anticipo lasciando andare il pistolero in gol. Meglio fa Skriniar, che chiude con due contrasti vinti, pur calando nella parte finale. Al centro si dimostra un fuoriclasse Stefan De Vrij. L’olandese è il primo cervello della squadra e la sua intelligenza tattica, unita alla grande tecnica, consente all’Inter numerose uscite dal basso. Come nell’occasione del tiro di Sensi, quando, partendo da Handanovic, i nerazzurri arrivano a calciare in porta. A livello difensivo non soffre Suarez e chiude con ben quattro intercettazioni.

Sulle fasce, buona la prova di Candreva e Asamoah. L’italiano, nel primo tempo, è l’arma in più che non ci si aspetta. Il doppio lavoro in copertura e poi in fase offensivo è pazzesco e lo porta a proporsi subito, soprattutto quando l’azione parte da sinistra. Non è un caso che ben due occasioni nitide – quella di Lautaro e quella di Barella – arrivino dalla sua fascia. La presenza di Semedo, più propenso a offendere che difendere, sulla sua fascia, lo rende più libero di attaccare e proporsi velocemente. Nel secondo tempo arriva il calo. Asamoah, invece, bada più alla fase difensiva, come dimostra la sua heatmap, e aiuta Skriniar alle prese con un certo Messi. Il ghanese, inoltre, rimane basso anche per aiutare il giro palla da dietro. Nella ripresa, però, le difficoltà investono anche lui, anche se gran parte delle problematiche sono a centrocampo, e sul 2-1 si fa saltare troppo facilmente.

In basso l’heatmap di Asamoah, in alto quella di Candreva

Per analizzare il centrocampo occorrerebbe dividere la partita in due fasi: pre-Vidal e post-Vidal. Il centrocampo prima dell’ingresso del cileno gioca a testa alta, non si scompone sul pressing catalano e riparte con qualità. L’ingresso del cileno toglie il fiato a Brozovic e, di conseguenza, priva di Sensi del suo riferimento in mezzo al campo. L’unico a non scomporsi è Barella, autentico motorino e sempre più in crescita. Il croato chiude con il 91% di precisione nei passaggi e, fino a che il Barcellona gli lascia campo, fa girare il pallone da una parte all’altra del campo con grande velocità. La marcatura di Vidal, poi, gli toglie certezze, arrivano gli errori ed ecco che si spegne la manovra interista.

Non trema Barella alla prima da titolare in Champions League. Il sardo, come si vede dall’heatmap, gioca da tuttocampista ed è primo per duelli individuali vinti – 20 – a cui si aggiungono quattro dribbling riusciti. Solo una spaccata di Semedo gli nega il gol dopo un inserimento con i tempi perfetti. A suo fianco giganteggia per 60 minuti anche Sensi. Dopo un mese parlare di sorpresa è eccessivo, certo è che giocare al Camp Nou con questa tranquillità non è mai facile. L’ex Sassuolo si posiziona sul centro-sinistra e, infilandosi tra le linee catalane, fa perdere le distanza alla difesa blaugrana. La sua qualità fa la differenza nelle uscite, in cui, giocando a uno, massimo due tocchi, è bravo a giocare sulle due punte, anche loro autori di un’ottima prova. Il calo di Brozovic gli toglie il punto di riferimento tecnico e, di conseguenza, influisce sul suo rendimento negli ultimi 20 minuti.

Barella gioca a tutto-campo, anche se mantiene la posizione sul centro-destra

Infine ecco l’attacco: la coppia dei “nani” funziona. Lautaro e Sanchez si trovano e, fino a quando la squadra li supporta, mettono in difficoltà Lenglet e Piqué. I due mettono in pratica i dettami di Conte e, soprattutto con gli scambi stretti, si rendono molto pericolosi. Lo schema è un classico del tecnico salentino: palla del centrocampista – Sensi perlopiù – movimento a portar via il difensore di Lautaro, che libera Sanchez a e palla in profondità per Lautaro oppure, come successo, sull’altra fascia. Le due heatmaps mostrano anche una grande mano difensiva dei due che chiudono con tre contrasti vinti totali. Meno bene fa Politano, che entra a gara indirizzata, ma è colpevole di ignorare Lautaro e incaponirsi nel tentare il tiro.

Nel complesso l’Inter può uscire dal Camp Nou con la certezza di avere un’identità ben precisa e di saper applicare i dettami del mister anche in campo internazionale. In futuro si dovrà migliorare sicuramente dal punto di vista del cinismo, in attesa che a centrocampo arrivino rinforzi. Ma si parla dell’anno prossimo, intanto la squadra ingrana e sembra sempre più sicura di sé.

Fonte dati: it.whoscored.com
Fonte foto: www.inter.it